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Rating di legalità - A cura dell'Avv. Agostino De Zordo

Il rating di legalità delle imprese è stato introdotto con l’art. 5 ter del D.L. 1/2012 (cd. Decreto Cresci Italia), come modificato dalla L.62/2012, con il fine di promuovere i principi etici nei comportamenti aziendali ma con la conseguenza pratica di favorire  l’accesso a benefici concreti, anche di natura economico finanziaria, delle aziende che ne avranno ottenuto il riconoscimento.

Si tratta quindi di un’opportunità per le imprese “virtuose”(che siano già tali o che lo vogliano diventare), per ottenere non solo il riconoscimento della qualità dell’impresa, con tutti i conseguenti benefici in termini di immagine e visibilità, ma anche di vantaggi specifici nell’accesso al credito ed ai finanziamenti pubblici e privati, potendo anche  costituire requisito essenziale per accedere ad incarichi e/o partecipare a bandi di gara pubblici e privati.

La normativa interessa tutte le imprese, individuali o collettive, che operano sul territorio nazionale, con un fatturato almeno pari a 2 milioni di euro (nell’esercizio antecedente quello della richiesta) ed iscritte nel Registro delle Imprese da almeno 2 anni.
Con apposito Regolamento attuativo (Del. n. 24075 del 14/11/2012) l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha specificato modalità e criteri per chiedere ed ottenere il rating di legalità, che avrà validità di  2 anni – salvo revoca o sospensione – e consentirà l’iscrizione dell’impresa virtuosa nell’apposito elenco pubblicato e costantemente aggiornato dall’Autorità stessa sul proprio sito.

La domanda per il rating di legalità deve essere inoltrata in modalità telematica tramite pec e redatta sull’apposito formulario predisposto dall’Autorità Garante, i cui punti fondamentali possono essere schematizzati come segue:
per ottenere il punteggio base di una stelletta – quindi essere ammessi nell’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito - l’impresa deve dichiarare mediante autocertificazione con riferimento all’azienda e/o al suo titolare, ai suoi dirigenti, amministratori e soci persone fisiche titolari di partecipazioni di maggioranza, al suo direttore generale, direttore tecnico e amministratore legale, l’assenza di provvedimenti  restrittivi, di condanna  per mancato rispetto di normative di riferimento (antimafia, Antitrust, responsabilità amministrativa degli enti, imposte sul reddito, salute e sicurezza sul lavoro, obblighi retributivi e contributivi,antiriciclaggio etc.).

Il punteggio potrà essere incrementato di una stelletta ogni tre + attribuiti (fino ad una valutazione massima complessiva di tre stellette), secondo il possesso di ulteriori specifici requisiti, ognuno dei quali darà diritto ad un +:

1. Rispetto del protocollo di legalità sottoscritto dal  Ministero dell’Interno e Confindustria, nonché dei protocolli sottoscritti a livello locale dalle Prefetture e dalle Associazioni di Categoria;

2. Utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per somme inferiori alla soglia legale del contante;

3. Adozione di un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 ovvero di una struttura organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa;

4. Adozione di processi volti a garantire forme di Corporate Social Responsability

5. Iscrizione in uno degli elenchi c.d. white list

6. Adesione a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle Associazioni di categoria;

Sulla scorta di tali presupposti l’Autorità, trasmessa la richiesta al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia e compiute le necessarie eventuali verifiche, delibera l’attribuzione del rating entro 60 gg (salvo sospensioni o  proroghe  per ulteriori adempimenti).

Ad oggi, sebbene  non sia stato ancora emesso il Decreto ministeriale contenente le modalità di valutazione del rating, risultano già state presentate le prime richieste di ammissione all’elenco dell’Autorità Garante della Concorrenza.

Come già detto il possesso del rating consentirà alle imprese di partecipare e di essere valorizzate in sede di  procedure di finanziamento pubblico o di accesso al credito bancario e sarà quindi opportuno, attesa la importanza del rating e la complessità e delicatezza degli adempimenti richiesti, disporre un preliminare esame della propria situazione anche attraverso l’ausilio di professionisti esperti e qualificati in materia.
Roma , 18.02.2013                  
                                                                                                               Avv. Agostino De Zordo